Il contributo indaga il comfort come paradigma progettuale, mostrando come la sua accezione spaziale e simbolica, nata nell’interno domestico moderno, si sia estesa allo spazio urbano contemporaneo sotto forma di ambienti controllati e rassicuranti. Questa visione, spesso escludente, viene problematizzata attraverso una ricerca condotta a Torino Nord, nei quartieri Aurora e Barriera, dove emergono condizioni antidomestiche legate a spazi dismessi, pratiche informali e usi eterogenei. Considerando il discomfort come risorsa progettuale, si esplorano strategie che valorizzano incertezza e pluralità, richiamando le nozioni di unheimlich, delinking e opacità. La città appare così come un terreno complesso, in cui l’instabilità diventa occasione per nuove forme di coesistenza.