Il contributo esplora il potenziale progettuale dei rifiuti, riletti come “tracce” delle metamorfosi della materia. Superando l’idea del rifiuto come fine, viene proposto il Waste Driven Design (WDD): un processo progettuale, integrale e condiviso che valorizza gli scarti attraverso la progettazione di neomateriali, favorendone applicazione, scalabilità e integrazione nelle filiere produttive. Esito di uno studio fondato sull’analisi di casi studio e modelli teorici, il WDD evidenzia il ruolo del material designer come mediatore sistemico, capace di trasformare un’eredità problematica in opportunità progettuale. In questo scenario, il rifiuto non è più materia inerte e obsoleta, ma una traccia che orienta nuove traiettorie ecologiche per un modello circolare di conservazione – e non dissipazione – delle risorse.