Ogni guerra è anche una guerra di immagini, che ridefinisce continuamente ciò che può essere mostrato e il modo in cui i simboli plasmano l'affettività e la memoria collettiva. Ispirandosi ad Aby Warburg e al suo Bilderatlas Mnemosyne, questo testo propone un metodo sperimentale di lavoro con le immagini attraverso il montaggio, la polarità e l'anacronismo, al fine di cogliere la “storia psicologica” della cultura al di là delle narrazioni lineari. Adottando Mnemosyne come modello, un workshop collettivo sulle immagini di Gaza “gioca a Mnemosyne” assemblando e confrontando materiali visivi in modo da far emergere i significati in modo induttivo, tracciando il modo in cui tali immagini configurano la memoria e l'immaginario politico.