Il saggio di Georges Didi-Huberman esamina le dimensioni etiche e poetiche dell'opera di Paul Celan, incentrata sulla figura paradossale di “Personne/Niemand”, concepita come luogo di testimonianza che sopravvive e trascende il singolo testimone. Attingendo alle riflessioni di Celan secondo cui “nessuno testimonia per il testimone”, l'articolo esamina come il linguaggio poetico resista nelle fratture della storia, navigando in quello che Celan chiama il “vento del tempo” che cerca di cancellare la memoria.