Il saggio esplora l'interazione tra mito, ekphrasis e “teatralizzazione” rituale lungo l'asse Agostino-Boccaccio, aprendo con un prologo iconografico (una miniatura della De civitate Dei, L'Aia, ms. 10 A 11) che fonde in un'unica scena il concepimento di Danae e il rapimento di Ganimede.