Il contributo riflette su quelle analogie tra deserto e corpi celesti che da sempre hanno alimentato la costruzione dell’immaginario del paesaggio cosmico. Lo studio delle proposte progettuali di habitat e settlement extraterrestri consente di tracciare una lettura dei modelli insediativi ricorrenti dove il deserto rappresenta ancora un laboratorio di sperimentazione dell’architettura spaziale. Il dialogo tra progetto e condizioni ambientali eccezionali diventa espressione di una “naturale” idea di ecologia che, superando la sola ricerca di soluzioni tecniche, si libera dal “superfluo” e diventa strumento teorico e materiale operativo.