Nel Congo belga, il governo coloniale sfruttò la nozione feticizzata dell’inesauribilità delle risorse naturali per sostituire l’industria in declino della gomma naturale. Quando la strategia iniziale di sfruttare i palmeti naturali fallì, un nuovo piano fu avviato per creare piantagioni. Ciò comportava la deforestazione di ampie porzioni di terreno, che venivano incenerite, livellate e terrazzate. Su questa tabula rasa, reticoli regolari ridefinivano le dimensioni produttive e sociali dell’operatività della piantagione. Questo fallimento evidenziò che la narrativa coloniale del progresso era incompatibile con un modello che richiedeva l’integrazione con il contesto socio-ambientale, basandosi invece su una desertificazione fisica e metaforica.