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La generazione futura è quella passata? / Rosaria Revellini

Titolo
La generazione futura è quella passata? / Rosaria Revellini
Anno
2024
Descrizione fisica
Fot. c.
Abstract
Domandarsi se la generazione passata corrisponda a quella futura costituisce senza alcun dubbio un paradosso, tuttavia si tratta di un interrogativo verso cui porre reale attenzione. Le Nazioni Unite hanno infatti annoverato il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione tra le quattro mega-tendenze demografiche – assieme a crescita della popolazione, migrazione internazionale, urbanizzazione – in atto globalmente e in quanto tale capace di alterare gli equilibri dei Paesi a causa della sua natura pervasiva e duratura. Se si esaminano le previsioni demografiche mondiali al 2100, si nota che la coorte anziana (over 65) supera di gran lunga quella dei giovani (under 15), che rappresenterebbe la cosiddetta “generazione futura”. In verità, non bisogna guardare così lontano per riscontrare che tale situazione è già verificata da tempo nei Paesi ad alto reddito, e in particolar modo in Italia, secondo Paese più anziano del mondo dopo il Giappone, dove l’indice di vecchiaia è molto alto e dove si rischia di arrivare nei prossimi decenni al crack demografico. Pertanto, la riflessione sull’espressione inglese next generation, ripresa dalle recenti politiche europee e nello specifico dal Piano NextGenerationEU, ha origine proprio dalla lettura dei dati demografici e dalla necessità di comprendere in che modo una generazione passata, quella anziana appunto, possa costituire una risorsa per la società e quindi diventare in qualche modo anche futura, senza tralasciare quanto di necessario e urgente ci sia da fare per supportare al contempo la crescita della popolazione.
Lingua
Italiano | Inglese
Parte
N. 44 (2024), 5-9
ISSN
2532-1218
Accesso online